Non so niente
dei tuoi occhi
sono figli d'un miraggio
acqua
agognata nel deserto
tocco eburneo evanescente
neve
incastonata nell'inverno
coltre soffice
che muore a primavera
Non so niente dei tuoi occhi
e tu dei miei
Noi siamo fatti della sostanza dei sogni e ciò che ci circonda non è che un grande sogno (Shakespeare - "La Tempesta")
Non so niente
dei tuoi occhi
sono figli d'un miraggio
acqua
agognata nel deserto
tocco eburneo evanescente
neve
incastonata nell'inverno
coltre soffice
che muore a primavera
Non so niente dei tuoi occhi
e tu dei miei
Questo paese in ombra
la sera sui camini
cime intorno
nel fioco bagliore d'una luce breve
il cielo lievemente azzurrato
tra toni di grigio e blu
giù nella valle scura
punteggiata di piccole luci
pochi gnomi di fretta sulle vie
Nel silenzio sconcertante
si sente solo spirare
insinuante
la nostalgia
che rarefatta, inconsistente
sparge fumi artificiosi
in ogni sito
vicino e remoto
penetra lo sguardo
si disperde
incantevole musica di sirena
magico tocco d'una fata
Sonno
senza sogni
stende soporifere spire
sui sensi sopiti
saggio
spegne sensazioni
simulacri
sgradevoli sentori
Sonno senza sogni
sapiente
schiude sentieri sereni
senza stupori
Sono troppo vaghi e lontani
gli echi
confondono la nostra direzione
aprendo la voragine
di paesaggi sfumati come vento
di queste nature vive
che ci compongono
ma non ci penetrano
suoni e riflessi
e noi
specchi
Bella la strada
che da casa mia viene a casa tua
correndo verso il cielo
un pò grigio, un pò tramonto
tortuosa fra i riflessi di luce lontana
umida di respiri
che goccia a goccia
si danno la mano nell'arcobaleno.
Mi piace la strada
che da casa mia viene a casa tua
La foglia invecchia
senza rancore
si raggrinzisce
senza dolore
cade
non fa rumore
inconsapevole della propria esistenza
raggiunge la terra
senza schianto
non lascia nessuno
nemmeno un rimpianto
Una musica arcana si stende soave
dai resti antichi della perduta città
ai cieli alti corre leggera
splende di sole intorno ai muri
gioca sull'erba accanto ai fiori
Seduta sui sassi che furono case
scorro lo sguardo su gente antica
inconsapevole dell'ignoto futuro
di guerre assassine
tempo implacabile
Seduta sui ciotoli che furono vie
ripercorro la musica della memoria
costruita sui ruderi
nei libri di storia
lasciando che il sogno
divenga la vita
e poche rovine
castelli in aria.