Vado a nuotare. Piscina.
L'acqua mi sembra fredda, ma non importa, passerà.
Le prime trenta vasche sono intrise di pensieri che si aggrovigliano sul corpo e il corpo fatica, si muove ma non sa cosa fare. Devo continuamente riposizionarlo, intanto respirare.
Verso la quarantesima già sogno; il corpo diventa saggio e sa stare solo.
Cinquanta vasche, penso che giocherò al raddoppio.
Sessanta, settanta vasche, nemmeno so più chi sono, l'acqua fa parte di me o io , forse, di lei, sono avvolta.
Ottanta vasche, mi viene un pensiero di acqua calda, densa e morbida che scivola fra le mie gambe,
liquido amniotico
mia figlia quando è nata.
Climax inatteso e ben strutturato.
RispondiEliminaArrivo al culmine con sorpresa.
Non ci avrei mai pensato.
Ma forse solo perchè non ho l'esperienza per parlarne.
Al massimo so solo nuotare.
Ch.