Oggi sono a casa, ammalata, preda dei più fragili pensieri.
Sto aspettando lei, il mio Angelo Custode, che, inaspettatamente e miracolosamente, si è annunciata e verrà a trovarmi.
Intanto, però, mi sto riarmando.
Immagini definitive si affastellano nella mia mente. Tagli netti. Addii.
L'ineluttabilità di essere una donna forte e drammaticamente decisionista, le cui fragilità devono morire di fronte alle vere ferite.
Un'amica mi ha scritto: "come ci siamo ridotte?...vorrei trovarti tutta intera cara amica mia al nostro prossimo incontro."
Come mi troverai? In tanti piccoli frantumi, ma col sorriso sulle labbra.
Come primo passo restituisco pubblicamente all'unico, solo, vero e legittimo destinatario ciò che gli scrissi molti anni fa:
T'abbraccerei
s'uno scoglio proteso
travolto dal vento
dal mare sconvolto
T'abbraccerei fossi sola con te
in una landa da pochi vissuta
dove le voci son echi lontani
i gridi dei gabbiani
Ti donerei muschi e lavande
per camminare ancor più leggero
cercherei per distenderti
il più morbido prato
così nel silenzio
potrei godere
il tuo sguardo affascinato
L'ineluttabilità di essere una donna forte e drammaticamente decisionista, le cui fragilità devono morire di fronte alle vere ferite.
RispondiEliminaAh, come conosco quedsta sensazione, questo pensiero questa sentenza esistenziale...
Un abbraccio,
Ch.