martedì 29 dicembre 2009

I nostri dsideri

Queste nubi così scure


incombono su di noi


cariche d'ira d'infausti presagi


pronte ad aprire un carico pesante


per lasciarlo cadere sulle nostre speranze


Queste nubi così grandi


minacciano i nostri giorni


sono dense di rancori


d'un futuro tempestoso


promettono dolorose il loro malumore


E noi poveri pezzenti


usciamo con ombrelli


piccoli e leggeri


che non sanno riparare dall'oscura minaccia


i nostri desideri

venerdì 25 dicembre 2009

poesia Navajo

Non ti auguro un dono qualsiasi,


ti auguro soltanto quello che i più non hanno.


Ti auguro tempo per divertirti e per ridere;


so che lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.


Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,


non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.


Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,


ma tempo per essere contento.


Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,


ti auguro tempo perchè te ne resti:


tempo per stupirti e tempo per fidarti


e non soltanto per guardarlo sull'orologio.


Ti auguro tempo per toccare le stelle


E tempo per crescere , per maturare.


Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.


Non ha più senso rimandare.


Ti auguro tempo per trovare te stesso,


per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.


Ti auguro tempo anche per perdonare.


Ti auguro di avere tempo,


tempo per la vita.


(grazie alla mia amica Valeria che ha trovato questa bellissima poesia e me l'ha donata)

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale

Buon Natale a tutti quelli che passano di qui:





Una luce di stella


umida d'aria invernale


addentra lunghi raggi


nella fitta notte


risplende leggera


tra rami precari


attenua e rischiara


si apre dorata


tutto tace nel suo chiarore


tutto è racchiuso


nel suo amore


 


 

lunedì 21 dicembre 2009

Le quattro fasi del perdono:


1 - Prendere le distanze - lasciar cadere


2 - Astenersi - evitare il castigo


3 - Dimenticare - estirpare dalla memoria, rifiutarsi di indugiare


4 - Perdonare - rimettere il debito


Da: Donne che corrono coi lupi  - il mito della Donna selvaggia -  di Clarissa Pinkola Estés

domenica 20 dicembre 2009

SENZA TITOLO

Ti appartengo


come il sogno al sonno


il desiderio all'amore


vivi di me


da sempre ogni giorno


cammino e destino


succo vitale


ombra e custode


quasi un appiglio per ogni pensiero


filo sottile


d'un misterioso percorso


conforto e certezza


trasparente


tristezza


 


 


sabato 19 dicembre 2009

Inverno


La notte fredda


raccoglie paziente


pezzi di ghiaccio fra le sue spire


li modella su tutte le cose


prepara prati di brina


spilli pungenti


gronde gelate


tesse sapiente mille durissime gocce


che formeranno una tela grande


si spargeranno inognidove


non lasceranno neppure piangere


questo cielo gonfio e greve

neve


come bianchi gigli sui rami


vaporose peonie


fiocchi di candide rose


calle austere


l'inverno


adorna la neve

lunedì 14 dicembre 2009

Un abbraccio immaginario


Quante volte


sono passata per boschi dorati


scalato montagne d'autunno con forti scarponi


abbandonati tutti i rumori


passo dopo passo


la schiena sudata pesante


la forza delle sole gambe


quante volte


il respiro affannato


mentre morbide foglie


concedono un tappeto abbandonato


gli occhi puntati su


alle cime innevate


mete bianchissime nei miei pensieri


un abbraccio immaginario


le tue braccia di ieri


sabato 12 dicembre 2009

grazie grazie grazie genevievve (anche a Mauri53 che mi ha dato il primo spunto)

Delirio

E' naturale


che la rosa sia fitta di spine


la corsa tolga il respiro


cenerentola sposi


un principe turchino


E' naturale


che il destino prenda l'uomo


la lotta sia angosciante


Biancaneve sposi


il suo tenero amante


E' naturale


che il bene vinca il male


la speranza sia l'ultimo sospiro


e debba morire


l'orco cattivo


E' naturale vivere


E' naturale anche il delirio

sabato 5 dicembre 2009

Quiete

Un attimo di pace nel silenzio d'una stanza


nessun rumore o vano pensiero


e tutt'intorno morbidi tappeti


tappezzeria mobili quieti


Confondo me stessa nei colori del divano


sospesa tra cuscini sfumata presenza


neanche un'ombra disturba la mia essenza

BLU


Se il mare riposasse


dentro di noi


non solo uragani


ma bagliori di sole


verdi turchini


tiepide onde


braccia avvolgenti


blu


spume senza spine


voci profonde

VOLO


Sette uccelli in volo composto


triangolare


spezzano il ritmo della sera


nere figure nell'indaco


in silenziosi movimenti


sette immagini in sequenza


lineare


L'imbrunire offusca i contorni


La notte senza orizzonte


Poi l'alba


che è sempre domani


il giorno dai chiari confini


di nuovo colori


che solo il buio confonde


Me stessa


mentre guardo nei miei occhi


la malinconia


Tu


che senza occhi


navighi nella mia vita


 Sette immagini in una sola sera


nessuna assolutamente vera

giovedì 3 dicembre 2009

Ricetta per un gioco di parole

Mescolate l'amore con l'onore, aggiungete una tazza di dolore, affogate nel composto il cuore e versate tre gocce di pudore; lasciate un giorno al buio e una notte al sole, mettete in ghiacciaia per due ore e servite....


l'incantesimo che muore.


mercoledì 2 dicembre 2009

"Le lacrime sono un fiume che vi conduce da qualche parte. Il pianto crea attorno alla barca un fiume che porta la vostra vita-anima.   Le lacrime sollevano la vostra barca al di sopra degli scogli, delle secche, portandovi in un posto nuovo, migliore.


Esistono oceani di lacrime che le donne non hanno mai pianto, perchè sono state addestrate a portare i segreti della madre e del padre, i segreti degli uomini, i segreti della società, e i loro segreti giù nella tomba.  Il pianto della donna è stato considerato piuttosto pericoloso, perchè allenta le serrature e i chiavistelli sui segreti che porta.  In verità per il bene dell'anima selvaggia è meglio piangere.    Per le donne le lacrime sono l'avvio dell'iniziazione del Clan delle Cicatrici, questa tribù eterna di donne di ogni colore, di tutte le nazionalità, di tutte le lingue, che attraverso le epoche hanno vissuto qualcosa di grande, e hanno conservato l'orgoglio."


Da: Donne che corrono con i lupi - Il mito della Donna Selvaggia -, di Camilla Pinkola Estès

martedì 1 dicembre 2009

questa notte



Sulle ali dei sogni


nell'ombra del cielo


la luna diffonde


raggi d'argento


Colloqui con Kafka

Kafka disse:   "Lei descrive il poeta come un uomo meravigliosamente grande che posa i piedi sulla terra, mentre la testa scompare tra le nubi.     Questa è naturalmente un'immagine molto comune entro l'ambito della mentalità convenzionale dei piccoli borghesi.     E' un'illusione di desideri reconditi che non ha niente a vedere con la realtà.     Il poeta è sempre molto più piccolo e più debole della media sociale.     Perciò sente il peso dell'esistenza terrena molto più intensamente degli altri uomini.     Il canto è per lui personalmente un grido.    Per l'artista l'arte è un affanno, mediante il quale egli si rende libero per un altro affanno.  Non è un gigante, ma soltanto un uccello più o meno variopinto nella gabbia della sua esistenza."



Il mio amico Ernst Lederer scriveva poesie con uno speciale inchiostro azzurro su fogli pregiati di carta a mano.     Ne parlai con Kafka che osservò: "E' giusto. Ogni mago ha il suo cerimoniale. Haydn, per esempio, componeva soltanto in parrucca solennemente incipriata. Lo scrivere è precisamente una specie di evocazione di fantasmi".



"La poesia è condensazione, un'essenza. La letteratura invece è dissolvimento, un alimento che facilita la vita incosciente, un narcotico.  La poesia è esattamente il contrario, ci risveglia."    


"Dunque la poesia tende verso la religione?"      "Non direi. Ma certo verso la preghiera".



"Il poeta è costretto a sollevare le cose sul piano della verità, della purezza e della durata. La letteratura cerca la comodità. Il poeta, invece, è un cercatore di felicità, cosa tutt'altro che comoda".