domenica 16 maggio 2010

Da: "wabi-sabi" di leonard Koren


L'albero che in estate è rigoglioso ora è soltanto un groviglio di rami secchi sotto un cielo d'inverno. Di uno splendido palazzo non rimangono che le fondamenta sgretolate, coperte di erbacce e di muschio. Le immagini del wabi-sabi ci costringono a meditare sulla nostra stessa mortalità, evocano la solitudine esistenziale e una delicata tristezza. E risvegliano un vago conforto dolce-amaro, legato alla consapevolezza che ogni forma di vita condivide lo stesso destino. Spesso lo stato d'animo del wabi-sabi viene espresso mediante la poesia, che si presta  a un genere di comunicazione intensa ed emotiva, poichè riesce a proiettare immagini più grandi delle piccole strutture mentali che le contengono (evocando in tal modo la vastità dell'universo). Per descrivere la disposizione d'animo del wabi-sabi, Rikyu si serviva di una poesia molto nota di Fujiwara no Teika (1162 - 1241):


Tutt'attorno, non un fiore sbocciato


nè bagliori di foglie d'acero


l'unica capanna di un pescatore


solo sulla riva al  crepuscolo


di questa vigilia d'autunno.

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