Noi siamo fatti della sostanza dei sogni e ciò che ci circonda non è che un grande sogno (Shakespeare - "La Tempesta")
mercoledì 28 luglio 2010
E' mare
Il mare soffia l'incanto dell'onda
di spuma in spuma
a gocce infinite
occhi per vedere senza orizzonte
risuona un respiro profondo
lambisce orli di terra
non trova confini nel suo vagare
diffonde balsamico sale
Il mare scaglia tempeste sul mondo
urla uragani
turbini d'acqua impetuosa
ricorda alla terra che può esssere erosa
colpisce e risucchia impietoso
richiama e pretende al suo fondo
con forza primordiale
perchè tutto ciò che fu è mare
sabato 24 luglio 2010
Una conversazione tra onde di Derek Lin |
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Un’altra onda, passando da quelle parti, sentì la piccola onda e decise di fermarsi. “La pensi così solo perché non hai visto chiaramente la tua ‘natura autentica’. Pensi di essere un’onda e pensi di essere infelice. In realtà tu non sei né l’una né l’altra.” “Cosa?” La piccola onda era stupita. “Nono sono un’onda? Ma è ovvio che sono un’onda! Ho la mia cresta, vedi? E qui c’è la mia schiuma, per piccola che possa essere. Cosa intendi con - non sei un’onda?” “Questa cosa che tu chiami ‘onda’ è unicamente una forma transitoria che tu assumi per un breve tempo. In realtà tu sei solo acqua! Quando capirai pienamente che questa è la tua natura fondamentale, non penserai più di essere un’onda e non sarai più infelice.” “Se io sono acqua, tu cosa sei?” “Anche io sono acqua. Sto temporaneamente assumendo la forma di un’onda più grande di te, ma questo non cambia la mia essenza fondamentale – acqua! Io sono te e tu sei me. Noi siamo parte di qualcosa di più grande.” |
mercoledì 21 luglio 2010
I cavalli del destino
Nel nord della Cina, ai confini delle steppe frequentate dalle orde nomadi, viveva un modesto contadino. Un giorno tornò fischiettando dalla fiera con una superba puledra acquistata ad un prezzo ragionevole ma che, comunque, si era inghiottita cinque anni di economie. Alcuni giorni più tardi, quel suo unico cavallo, che rappresentava tutto il suo capitale, scappò dileguandosi verso la frontiera. L'evento fece il giro del villaggio e, uno dopo l'altro, i vicini vennero a compatire il fattore per la sua malasorte. Ma lui alzava le spalle e rispondeva imperturbabile: "le nuvole nascondono il sole, però portano la pioggia. Dalla sfortuna a volte nasce la fortuna. Vedremo." Tre mesi dopo, la giumenta riapparve con un magnifico stallone selvaggio che le caracollava accanto. Era gravida. I vicini accorsero a congratularsi con il felice proprietario. "Avevi ragione ad essere ottimista. Perdi un cavallo e ne guadagni tre!" "Le nuvole portano la pioggia ristoratrice, ma talvolta anche l'uragano devastatore. Nelle pieghe della fortuna sta nascosta la sfortuna. Stiamo a vedere." L'unico figlio del contadino addestrò il focoso stallone e si divertì a montarlo. Poco tempo dopo, fece una caduta da cavallo in cui rischiò di rompersi il collo. Se la cavò con una gamba rotta. Ai vicini, che ancora una volta tornavano a snocciolare il loro compianto, il filosofo di campagna rispose: " Sfortuna, fortuna...chi può dirlo? Tutto cambia in questo mondo impermanente". Alcuni giorni più tardi, nel distretto venne decretata la mobilitazione generale per respingere un'invasione mongola. Tutti i giovani abili furono mandati a combattere e ben pochi di loro tornarono a casa. Ma il figlio unico del contadino, grazie alle stampelle, potè sfuggire al massacro.
Da: Racconti dei saggi taoisti - Pascal Fauliot
Madre terra
L'autunno nel cuore è un cielo infinito
pelle che chiede riposo
foglia che cade si unisce alla terra
nutre i germogli di questo mondo
rinascita ignota e potente
avvolta di umide brume
un albero stanco
che cova il suo stesso fulgore
come un corpo sopìto
custodisce l'amore
giovedì 15 luglio 2010
venerdì 9 luglio 2010
lunedì 5 luglio 2010
Uomini e sogni
Fragili vani evanescenti vacui
incomprensibili incompresi
eterei confusi sospesi
brevi
relegati ad una vita precaria
uomini e sogni
impalpabili soffi d'aria
