mercoledì 28 luglio 2010

Ufficio, gente, telefono, richieste, telefono, richieste, ufficio, gente.   Piscina deserta,  testa sott'acqua: l'ebbrezza del silenzio.

Occidente: l'amore è un sogno


Oriente: l'amore è di chi lo sogna

Notte

Questa sera l'innocenza della luna è straordinaria.    


S'affaccia al mondo con candore


 

E' mare









Il mare soffia l'incanto dell'onda


di spuma in spuma


a gocce infinite


occhi per vedere senza orizzonte


 risuona un respiro profondo


lambisce orli di terra


non trova confini nel suo vagare


diffonde balsamico sale


Il mare scaglia tempeste sul mondo


urla uragani


turbini d'acqua impetuosa


ricorda alla terra che può esssere erosa


colpisce e risucchia impietoso


richiama e pretende al suo fondo


con  forza primordiale


perchè tutto ciò che fu è mare

sabato 24 luglio 2010









Una conversazione tra onde


di Derek Lin
tradotto da Alessandro Zampagna





















C’era una volta una piccola onda che era triste. “Sono così infelice” si lamentava. “Le altre onde sono grandi e potenti, mentre io sono piccola e debole. Perché la vita è così ingiusta?”


Un’altra onda, passando da quelle parti, sentì la piccola onda e decise di fermarsi. “La pensi così solo perché non hai visto chiaramente la tua ‘natura autentica’. Pensi di essere un’onda e pensi di essere infelice. In realtà tu non sei né l’una né l’altra.”


“Cosa?” La piccola onda era stupita. “Nono sono un’onda? Ma è ovvio che sono un’onda! Ho la mia cresta, vedi? E qui c’è la mia schiuma, per piccola che possa essere. Cosa intendi con - non sei un’onda?”


“Questa cosa che tu chiami ‘onda’ è unicamente una forma transitoria che tu assumi per un breve tempo. In realtà tu sei solo acqua! Quando capirai pienamente che questa è la tua natura fondamentale, non penserai più di essere un’onda e non sarai più infelice.”


“Se io sono acqua, tu cosa sei?”


“Anche io sono acqua. Sto temporaneamente assumendo la forma di un’onda più grande di te, ma questo non cambia la mia essenza fondamentale – acqua! Io sono te e tu sei me. Noi siamo parte di qualcosa di più grande.”


mercoledì 21 luglio 2010

I cavalli del destino

Nel nord della Cina, ai confini delle steppe frequentate dalle orde nomadi, viveva un modesto contadino.         Un giorno tornò fischiettando dalla fiera con una superba puledra acquistata ad un prezzo ragionevole ma che, comunque, si era inghiottita cinque anni di economie.        Alcuni giorni più tardi, quel suo unico cavallo, che rappresentava tutto il suo capitale, scappò dileguandosi verso la frontiera.      L'evento fece il giro del villaggio e, uno dopo l'altro, i vicini vennero a compatire il fattore per la sua malasorte.     Ma lui alzava le spalle e rispondeva imperturbabile:  "le nuvole nascondono il sole, però portano la pioggia. Dalla sfortuna a volte nasce la fortuna. Vedremo."          Tre mesi dopo, la giumenta riapparve con un magnifico stallone selvaggio che le caracollava accanto.     Era gravida.     I vicini accorsero a congratularsi con  il felice proprietario.    "Avevi ragione  ad essere ottimista. Perdi un cavallo e ne guadagni tre!"        "Le nuvole portano la pioggia ristoratrice, ma talvolta anche l'uragano devastatore.  Nelle pieghe della fortuna sta nascosta la  sfortuna. Stiamo a vedere."        L'unico figlio del contadino addestrò  il focoso stallone e si divertì a montarlo.   Poco tempo dopo, fece una caduta da cavallo in cui rischiò di rompersi il collo.       Se la cavò con una gamba rotta.       Ai vicini, che ancora una volta tornavano a snocciolare il loro compianto, il filosofo di campagna rispose: " Sfortuna, fortuna...chi può dirlo? Tutto cambia in questo mondo impermanente".    Alcuni giorni più tardi, nel distretto venne decretata la mobilitazione generale per respingere un'invasione mongola.    Tutti i giovani abili furono mandati a combattere e ben pochi di loro tornarono a casa.    Ma il figlio unico del contadino, grazie alle stampelle, potè sfuggire al massacro.


Da: Racconti dei saggi taoisti  -  Pascal Fauliot

Madre terra

L'autunno nel cuore è un cielo infinito


pelle che chiede riposo


foglia che cade si unisce alla terra


nutre i germogli di questo mondo


rinascita ignota e potente


avvolta di umide brume


un albero stanco


che cova il suo stesso fulgore


come un corpo sopìto


custodisce l'amore

giovedì 15 luglio 2010

Occidente: uomo aitante, donna provocante (apparenza)


Oriente: mangiare, bere, uomo, donna (essenza)

martedì 13 luglio 2010

giovedì 8 luglio 2010

lunedì 5 luglio 2010

Uomini e sogni

Fragili vani evanescenti vacui


incomprensibili incompresi


eterei confusi sospesi


brevi


relegati ad una vita precaria


uomini e sogni


impalpabili soffi d'aria