lunedì 11 luglio 2011


In un bel pomeriggio inondato di sole, un dignitario si era avventurato sui ripidi sentieri della profonda vallata dove Zhuang Zhou aveva eletto il proprio domicilio.
Il Mandarino, un brillante letterato che aveva superato uno dopo l'altro tutti gli esami e ottenuto la carica di consigliere presso il re di Wu, desiderava porre al vecchio Maestro una domanda sul Dao nella speranza di respirare l'effluvio dell'Ineffabile.
La capanna era deserta, la porta spalancata.
Recenti orme di sandali conducevano verso una prateria in pendenza.
Il dignitario le seguì e scoprì Zhuang Zhou addormentato all'ombra di un vecchio albero nodoso, la testa su un cuscino di fiori di campo.
Il letterato tossicchiò.
Il saggio aprì gli occhi.
- Perdonatemi Maestro se interrompo il vostro riposo.   Vengo da molto lontano per interrogarvi  sul Dao.
- Non so se saprò rispondervi, rispose Zhuang Zhou, stropicciandosi gli occhi.
- Venerabile la vostra modestia vi fa onore.
- Non è questione di modestia. Il fatto è che non so più niente, non so neanche chi sono!
- Ma come è possibile? Chiese il Mandarino interdetto.
- E' semplice, riprese il vecchio taoista con aria pensosa. Figuratevi che poco fa, dormendo, ho fatto uno strano sogno. Ero una farfalla svolazzante, ebbra di luce e del profumo dei fiori. E ora non so più s sono Zhuang Zhou  che ha sognato di essere una farfalla o una farfalla che sogna di essere Zhuang Zhou.
A bocca aperta il consigliere del re di Wu fece un profondo inchino e tornò sui suoi passi, rimuginando quelle enigmatiche parole nella speranza di cavarne il succo.


Racconti dei saggi taoisti:   Il sogno della farfalla

Nessun commento:

Posta un commento