martedì 29 dicembre 2009

I nostri dsideri

Queste nubi così scure


incombono su di noi


cariche d'ira d'infausti presagi


pronte ad aprire un carico pesante


per lasciarlo cadere sulle nostre speranze


Queste nubi così grandi


minacciano i nostri giorni


sono dense di rancori


d'un futuro tempestoso


promettono dolorose il loro malumore


E noi poveri pezzenti


usciamo con ombrelli


piccoli e leggeri


che non sanno riparare dall'oscura minaccia


i nostri desideri

venerdì 25 dicembre 2009

poesia Navajo

Non ti auguro un dono qualsiasi,


ti auguro soltanto quello che i più non hanno.


Ti auguro tempo per divertirti e per ridere;


so che lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.


Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,


non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.


Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,


ma tempo per essere contento.


Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,


ti auguro tempo perchè te ne resti:


tempo per stupirti e tempo per fidarti


e non soltanto per guardarlo sull'orologio.


Ti auguro tempo per toccare le stelle


E tempo per crescere , per maturare.


Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.


Non ha più senso rimandare.


Ti auguro tempo per trovare te stesso,


per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.


Ti auguro tempo anche per perdonare.


Ti auguro di avere tempo,


tempo per la vita.


(grazie alla mia amica Valeria che ha trovato questa bellissima poesia e me l'ha donata)

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale

Buon Natale a tutti quelli che passano di qui:





Una luce di stella


umida d'aria invernale


addentra lunghi raggi


nella fitta notte


risplende leggera


tra rami precari


attenua e rischiara


si apre dorata


tutto tace nel suo chiarore


tutto è racchiuso


nel suo amore


 


 

lunedì 21 dicembre 2009

Le quattro fasi del perdono:


1 - Prendere le distanze - lasciar cadere


2 - Astenersi - evitare il castigo


3 - Dimenticare - estirpare dalla memoria, rifiutarsi di indugiare


4 - Perdonare - rimettere il debito


Da: Donne che corrono coi lupi  - il mito della Donna selvaggia -  di Clarissa Pinkola Estés

domenica 20 dicembre 2009

SENZA TITOLO

Ti appartengo


come il sogno al sonno


il desiderio all'amore


vivi di me


da sempre ogni giorno


cammino e destino


succo vitale


ombra e custode


quasi un appiglio per ogni pensiero


filo sottile


d'un misterioso percorso


conforto e certezza


trasparente


tristezza


 


 


sabato 19 dicembre 2009

Inverno


La notte fredda


raccoglie paziente


pezzi di ghiaccio fra le sue spire


li modella su tutte le cose


prepara prati di brina


spilli pungenti


gronde gelate


tesse sapiente mille durissime gocce


che formeranno una tela grande


si spargeranno inognidove


non lasceranno neppure piangere


questo cielo gonfio e greve

neve


come bianchi gigli sui rami


vaporose peonie


fiocchi di candide rose


calle austere


l'inverno


adorna la neve

lunedì 14 dicembre 2009

Un abbraccio immaginario


Quante volte


sono passata per boschi dorati


scalato montagne d'autunno con forti scarponi


abbandonati tutti i rumori


passo dopo passo


la schiena sudata pesante


la forza delle sole gambe


quante volte


il respiro affannato


mentre morbide foglie


concedono un tappeto abbandonato


gli occhi puntati su


alle cime innevate


mete bianchissime nei miei pensieri


un abbraccio immaginario


le tue braccia di ieri


sabato 12 dicembre 2009

grazie grazie grazie genevievve (anche a Mauri53 che mi ha dato il primo spunto)

Delirio

E' naturale


che la rosa sia fitta di spine


la corsa tolga il respiro


cenerentola sposi


un principe turchino


E' naturale


che il destino prenda l'uomo


la lotta sia angosciante


Biancaneve sposi


il suo tenero amante


E' naturale


che il bene vinca il male


la speranza sia l'ultimo sospiro


e debba morire


l'orco cattivo


E' naturale vivere


E' naturale anche il delirio

sabato 5 dicembre 2009

Quiete

Un attimo di pace nel silenzio d'una stanza


nessun rumore o vano pensiero


e tutt'intorno morbidi tappeti


tappezzeria mobili quieti


Confondo me stessa nei colori del divano


sospesa tra cuscini sfumata presenza


neanche un'ombra disturba la mia essenza

BLU


Se il mare riposasse


dentro di noi


non solo uragani


ma bagliori di sole


verdi turchini


tiepide onde


braccia avvolgenti


blu


spume senza spine


voci profonde

VOLO


Sette uccelli in volo composto


triangolare


spezzano il ritmo della sera


nere figure nell'indaco


in silenziosi movimenti


sette immagini in sequenza


lineare


L'imbrunire offusca i contorni


La notte senza orizzonte


Poi l'alba


che è sempre domani


il giorno dai chiari confini


di nuovo colori


che solo il buio confonde


Me stessa


mentre guardo nei miei occhi


la malinconia


Tu


che senza occhi


navighi nella mia vita


 Sette immagini in una sola sera


nessuna assolutamente vera

giovedì 3 dicembre 2009

Ricetta per un gioco di parole

Mescolate l'amore con l'onore, aggiungete una tazza di dolore, affogate nel composto il cuore e versate tre gocce di pudore; lasciate un giorno al buio e una notte al sole, mettete in ghiacciaia per due ore e servite....


l'incantesimo che muore.


mercoledì 2 dicembre 2009

"Le lacrime sono un fiume che vi conduce da qualche parte. Il pianto crea attorno alla barca un fiume che porta la vostra vita-anima.   Le lacrime sollevano la vostra barca al di sopra degli scogli, delle secche, portandovi in un posto nuovo, migliore.


Esistono oceani di lacrime che le donne non hanno mai pianto, perchè sono state addestrate a portare i segreti della madre e del padre, i segreti degli uomini, i segreti della società, e i loro segreti giù nella tomba.  Il pianto della donna è stato considerato piuttosto pericoloso, perchè allenta le serrature e i chiavistelli sui segreti che porta.  In verità per il bene dell'anima selvaggia è meglio piangere.    Per le donne le lacrime sono l'avvio dell'iniziazione del Clan delle Cicatrici, questa tribù eterna di donne di ogni colore, di tutte le nazionalità, di tutte le lingue, che attraverso le epoche hanno vissuto qualcosa di grande, e hanno conservato l'orgoglio."


Da: Donne che corrono con i lupi - Il mito della Donna Selvaggia -, di Camilla Pinkola Estès

martedì 1 dicembre 2009

questa notte



Sulle ali dei sogni


nell'ombra del cielo


la luna diffonde


raggi d'argento


Colloqui con Kafka

Kafka disse:   "Lei descrive il poeta come un uomo meravigliosamente grande che posa i piedi sulla terra, mentre la testa scompare tra le nubi.     Questa è naturalmente un'immagine molto comune entro l'ambito della mentalità convenzionale dei piccoli borghesi.     E' un'illusione di desideri reconditi che non ha niente a vedere con la realtà.     Il poeta è sempre molto più piccolo e più debole della media sociale.     Perciò sente il peso dell'esistenza terrena molto più intensamente degli altri uomini.     Il canto è per lui personalmente un grido.    Per l'artista l'arte è un affanno, mediante il quale egli si rende libero per un altro affanno.  Non è un gigante, ma soltanto un uccello più o meno variopinto nella gabbia della sua esistenza."



Il mio amico Ernst Lederer scriveva poesie con uno speciale inchiostro azzurro su fogli pregiati di carta a mano.     Ne parlai con Kafka che osservò: "E' giusto. Ogni mago ha il suo cerimoniale. Haydn, per esempio, componeva soltanto in parrucca solennemente incipriata. Lo scrivere è precisamente una specie di evocazione di fantasmi".



"La poesia è condensazione, un'essenza. La letteratura invece è dissolvimento, un alimento che facilita la vita incosciente, un narcotico.  La poesia è esattamente il contrario, ci risveglia."    


"Dunque la poesia tende verso la religione?"      "Non direi. Ma certo verso la preghiera".



"Il poeta è costretto a sollevare le cose sul piano della verità, della purezza e della durata. La letteratura cerca la comodità. Il poeta, invece, è un cercatore di felicità, cosa tutt'altro che comoda".


sabato 28 novembre 2009

Da: Gli scarafaggi non hanno re di Daniel Evan Weiss


(ovvero l'amore secondo le blatte)


"Quanta importanza ha  perdere un amante?   Al vertice del regno animale la risposta è semplice: assolutamente nessuna importanza.....      ...ogni cosa ha un fine, specialmente le cose buone, e l'amante scolora, diventa uguale a tutti gli altri.     Mai per troppo tempo.   Giustamente gli umani si preoccupano  di quando torneranno a mescolarsi: noi no.    Quando i ferormoni sono tranquilli, noi siamo sessualmente indifferenti.  Quando si scatenano, queste miracolose sostanze chimiche ci portano immancabilmente un amante ideale, sempre all'altezza del precedente.   A livello di pavimento, non esiste amore non corrisposto".


 



Dai Carmi di Catullo


(ovvero l'amore secondo gli esseri umani)


.................


Soles occidere et redire possunt:


nobis cum semel occidit brevis lux,


nox est perpetua una dormienda.


Da mi basia mille, deinde centum,


dein mille altera, dein secunda centum,


deinde usque altera mille, deinde centum.


Dein, cum milia multa facerimus,


conturbabimus illa, ne sciamus,


aut ne quis malus invidere possit,


cum tantum sciat esse basiorum.


venerdì 27 novembre 2009

Oggi sono a casa, ammalata, preda dei più fragili pensieri.


Sto aspettando lei, il mio Angelo Custode, che, inaspettatamente e  miracolosamente, si è annunciata e verrà a trovarmi.


Intanto, però, mi sto riarmando.


Immagini definitive si affastellano nella mia mente.  Tagli netti. Addii.


L'ineluttabilità di essere una donna forte e drammaticamente decisionista, le cui fragilità devono morire di fronte alle vere ferite.


Un'amica mi ha scritto: "come ci siamo ridotte?...vorrei trovarti tutta intera cara amica mia al nostro prossimo incontro."


Come mi troverai?  In tanti piccoli frantumi, ma col sorriso sulle labbra.


Come primo passo restituisco pubblicamente all'unico, solo,  vero e legittimo destinatario ciò che gli scrissi molti anni fa:


T'abbraccerei


s'uno scoglio proteso


travolto dal vento


dal mare sconvolto


T'abbraccerei fossi sola con te


in una landa da pochi vissuta


dove le voci son echi lontani


i gridi dei gabbiani


Ti donerei muschi e lavande


per camminare ancor più leggero


cercherei per distenderti


il più morbido prato


così nel silenzio


potrei godere


il tuo sguardo affascinato

giovedì 26 novembre 2009

mercoledì 25 novembre 2009

A Sofia, nel giorno del suo compleanno

Piccolo uccelletto acceso di rosso ardore


dolce dolcissima canzone


sei la spuma in cresta alle onde


che spruzza ogni suo pensiero


un bagliore sull'acqua di sole


Piccolo uccelletto


con le grandi ali dei desideri


la forza dell'emozione


che dagli occhi brilla  uno sguardo luminoso


Sofia

martedì 24 novembre 2009

VITA


Filo di fumo


sottil desiderio


sale nel cielo


dura un momento


poi si dilegua


immagine tenue


d'umana fragilità

domenica 22 novembre 2009

DEGAS


Bimbe ballerine


danzano leggere


gocce di rugiada


vestite di tulle


il mattino della vita


è tinto di purezza

sabato 21 novembre 2009

le acque rincorrono acque dalle stelle fino al mare

NUOTARE

Vado a nuotare.  Piscina.


L'acqua mi sembra fredda, ma non importa, passerà.


Le prime trenta vasche sono intrise di pensieri che si aggrovigliano sul corpo e il corpo fatica, si muove ma non sa cosa fare. Devo continuamente riposizionarlo, intanto respirare.


Verso la quarantesima già sogno; il corpo diventa saggio e sa stare solo.


Cinquanta vasche, penso che giocherò al raddoppio.


Sessanta, settanta vasche, nemmeno so più chi sono, l'acqua fa parte di me o io , forse, di lei, sono avvolta.


Ottanta vasche, mi viene un pensiero di acqua calda, densa e morbida che scivola fra le mie gambe,


liquido amniotico 


mia figlia quando è nata.


venerdì 20 novembre 2009

Senza titolo

Quando sei figlio dell'autunno e nell'autunno trovi il tuo colore


se ami l'incantesimo  di ogni foglia che muore


e cammini più piano quando cala il sole


hai la vita tra le mani e la sai riconoscere

giovedì 19 novembre 2009

Neorealismo

 


Dalle finestre d'infinite città


si affacciano vite


d'infiniti abitanti


gli sguardi abituati


alle case degli altri


suoni mischiati di tutte le radio


afrori di fritto


partite di calcio


mogli mariti


nelle stanze


gridano piano i propri litigi


i figli giocano urlano forte


ridono piangono


ancora non sanno


Le finestre del centro città


mischian le vite


delle persone


accomunano tutti gli odori


uniscono suoni


panni stesi


gli amori

mercoledì 18 novembre 2009

Ah l'Amore!


Strana questa vita


che ci passa accanto


a volte lenta


a volte d'un fiato


questa vita


che non si lascia penetrare


non ci fa ardere


si fa sfiorare


Come l'amore


ch'è solo un sospiro


impalpabile


e già mortale

E vita è un rigo lungo filato e morire è un andarsene a capo senza il corpo.      E vedo le picchiate di ali dentro il cavo delle onde e neanche il pesce che ha tutto il mare per nascondersi si salva.   E gli uccelli che volano sopra: ognuno sta solo e senza alleanza con l'altro. Loro famiglia è l'aria, non le ali degli altri e ogni uovo deposto è solitudine.    E io faccio al buio di brace una frittata di solitudini e mi sfamo.


Da: Tre cavalli di Erri De Luca

Ci sono creature assegnate che non riescono a incontrarsi mai e s'aggiustano ad amare un'altra persona per rammendare l'assenza. Sono sagge.     Io a vent'anni non conosco gli abbracci e decido di aspettare. Aspetto la creatura assegnata.     Sto vigile, imparo a scorgere le facce di una folla in pochi istanti.    Ci sono sistemi che insegnano la lettura veloce dei libri, io imparo a leggere una folla al volo.    La setaccio, la scarto tutta, neanche un grano di quelle facce resta nella retina.  So sempre che lei non c'è, lei, la assegnata.


Da: Tre cavalli di Erri De Luca

martedì 17 novembre 2009

La pianta di rabarbaro

Dà molto e chiede ben poco. D'inverno le foglie scompaiono e la radice sotto terra non soffre il freddo, per cui non occorre che la protegga; nessun insetto le è nemico, per cui non richiede alcun trattamento; sta ritta da sola,  non c'è bisogno che l'appoggi a un sostegno. Ogni tanto la libero da una famigliola di formiche che s'è annidata nel cavo di una foglia, e dalle foglie più basse che tendono a marcire quando piove tanto. Non ha dunque particolari pretese; ma per la raccolta vuole un'attenzione assoluta.


Raccogliere il rabarbaro non è come spiccare un pomodoro maturo, tagliare un ciuffo di prezzemolo o estirpare gli spinaci. Devo agire su una foglia alla volta e cominciare dalle più sviluppate, basse ed esterne, inserire il pollice nella scanalatura alla base del picciolo, nel punto in cui questo si origina dalla radice, e far oscillare la foglia intera ruotandola con un movimento garbato ma fermo, che ne allenta pian piano la presa d'attacco, sempre mantenendo la mano a livello del terreno. Un movimento affrettato rischia di spezzare il picciolo lasciandone qualche brandello attaccato alla radice, dove la ferita aperta può imputridire: se così avviene la pianta soffre, si ammala, può morire.


Come con gli uomini, rifletto, specialmente coi bambini, coi vecchi, con chi sta male: ognuno ha bisogno di una cura particolare, di ognuno bisogna conoscere il punto di possibile sofferenza e animare di una particolare sollecitudine gli atti che lo toccano, ponendo attenzione a non ferirlo in modo irreparabile. Ogni rapporto umano è grazia e rischio.


Da: L'arte di coltivare l'orto e sè stessi di  Adriana Bonavia Giorgetti

lunedì 16 novembre 2009


SCHERZO DELLA SERA


Il sole rotondo e arancione


sta nascondendo agli occhi del mondo


il suo bagliore arancione e rotondo

PERSO


L'orologio di fronte al divano


sparge le ore nello spazio di casa


diffonde il suono


monotono e stanco


perdendo il senso del tempo che va


fra bianchi muri di pochi locali


dove grandi finestre  pallide


guardano solo


finestre più in là


Il tempo esaurito


dal suo stesso rintocco


non trova spazi per avere senso


non ha orizzonti


per avere meta


gronda infinito


tra meschini confini


come delirio perso


negli oscuri meandri


dell'universo.

domenica 15 novembre 2009

Eppure sono sicuro che l'uomo all'autentica sofferenza, cioè alla distruzione e al caos, non rinuncerà mai. La sofferenza.....ma è l'unica causa della coscienza. Io, sebbene abbia dichiarato in principio che la  coscienza, secondo me, è la suprema disgrazia per l'uomo, so però che l'uomo la ama e non la cambierebbe con nessuna soddisfazione.


Da: Memorie del sottosuolo di Fedor Dostoevskij

Ma  prova un pò a lasciarti trascinare dal tuo sentimento ciecamente, senza ragionarci su, senza nessuna causa originaria, respingendo la coscienza almeno in quel momento; odia o ama, pur di non restare a braccia conserte. Dopodomani, che è già il termine più lungo, comincerai a disprezzarti perchè hai scientemente gabbato te stesso. Risultato: una bolla di sapone e l'inerzia. Oh signori, io, forse, per questo solo mi stimo un uomo intelligente, perchè in tutta la vita non ho potuto nè cominciare nè finir nulla. Io sarò, sarò un chiacchierone, un innocuo, fastidioso chiacchierone, come noi tutti. Ma che fare, se l'immediata ed unica destinazione di ogni uomo intelligente è la chiacchiera, cioè un premeditato perdersi in sciocchezze?


Da: Memorie del sottosuolo di Fedor Dostoevskij

sabato 14 novembre 2009

Un pomeriggio, quando Alexandra era ritornata dall'ipnotizzatrice-terapeuta e stava svuotando le buste della spesa sul tavolo della cucina, Harry chiese: "cos'ha detto la 'straordinaria Olga' oggi?"


Alexandra disse: "Mi ha detto qualcosa su ciò che ci spinge a fare le cose, su ciò che ci motiva".


"Cos'ha detto 'la Signora Straordinaria'? E' egoismo?"


"Innamorarsi delle cose", disse lei. "Ciò che ci spinge ad agire è amore."


"Merda", disse Harry.


Da: Il corpo di Hanif Kureishi

Avevo dunque tra le mani due miei ritratti, l'uno un autoritratto in endecasillabi, triste e angoscioso come me stesso, l'altro freddo e disegnato con apparente oggettività, da un estraneo, visto dall'alto e dal di fuori, scritto da uno che ne sapeva più eppure meno di me. E i due ritratti, il balbettìo malinconico della mia poesia e l'intelligente bozzetto di mano ignota, mi fecero male tutti e due, entrambi avevano ragione, delineavano senza veli la mia esistenza sconfortata, rivelavano chiaramente  che la mia situazione era insopportabiloe e insostenibile. Quel lupo della steppa doveva morire, doveva por fine di sua mano a un'esistenza noiosa....oppure, sciolto nel fuoco morale di un rinnovato esame di sè stesso, doveva mutarsi, strapparsi la maschera e diventare un nuovo io. Ahimè questo processo non mi era nuovo e ignoto, lo conoscevo bene, l'avevo già vissuto più volte, sempre nei momenti di estrema disperazione. Ogni volta quell'avvenimento sconvolgente aveva mandato in frantumi il mio io, potenze abissali l'avevano scosso e distrutto, un pezzo particolarmnente curato e amato della mia vita si era sciolto da me ed era andato perduto.


Da: Il lupo della steppa di Hermann Hesse

Vede, questa mattina ho trovato un pensiero di Novalis: lo vuol sentire? Farà piacere anche a lei.


Mi fece entrare nella stanza piena di odor di fumo, prese un libro da uno dei mucchi, sfogliò, cercò...


Anche questa è buona, molto buona - disse - Ascolti un pò: "Bisognerebbe essere orgogliosi del dolore: ogni dolore ci rammenta il nostro alto livello".    Benissimo. Ottant'anni prima di Nietzsche!    Ma non è questo il pensiero che cercavo....aspetti....eccolo qua.  Dunque: "La maggior parte degli uomini non vuol nuotare prima di saper nuotare. Sono nati per la terra, non per l'acqua.  E naturalmente non vogliono pensare: infatti sono nati per la vita, non per il pensiero. Già, e chi pensa, chi concentra la vita nel pensiero può andare molto avanti, è vero, ma ha scambiato la terra con l'acqua e a un  certo momento affogherà".


Da: Il lupo della steppa di Hermann Hesse

mercoledì 11 novembre 2009

SERA



Attraversano


un cielo infinito


mille ali di passeri affranti


volano leggeri stanchi


contro nuvole rosa


al tramonto

Papà


Io ti ricordo


racchiuso nel letto


con volto sereno


un sonno infinito


dormivi disteso


Il tuo fragile corpo


riposava nel sogno


spento il sospiro


tranquillo tranquillo


neanche un respiro


Io ti ricordo


pensami sempre


guardami ancora


dal tuo mondo mi vedi


con i patemi


lo sconforto


sono qui


e ti ricordo

domenica 8 novembre 2009

"Niente è perduto per sempre. In questo mondo c'è una specie di doloroso progresso. Nostalgia per quello che abbiamo lasciato dietro di noi e sogno del futuro. Il mondo è più veloce della mente. E' questa la politica. Il mondo che avanza."


angels in america di Tony Kushner

Fai comparire una donna

Un guizzo


uno sprazzo


uno scherzo


l'amore nell'universo


un gioco di prestigio


l'inganno del miraggio


e tu non eri mago


ma solo illusionista


 


 

giovedì 5 novembre 2009

Portami via


tu che sei poeta


ho bisogno d'un bagno


di solitudine


per scrivere a memoria


la malinconia


che a te solo


scivola tra le parole

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.


Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.


Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.


Poi ti dimettono perchè stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.


Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.


Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.


Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.


Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare.


Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.


Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.


Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni.


E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.


Woody Allen

lunedì 2 novembre 2009

I sogni di ieri


amo l'autunno


quando piove parole leggere


che si posano


quasi eleganti


su frantumi di pensieri


o gocce intense pesanti


sui sogni di ieri


amo l'autunno


perchè sa ogni dolore


lo fa scorrere nella memoria


a rivoli fiumi


cascate di pioggia


per ricordare il pianto


e il suo colore




martedì 27 ottobre 2009

VUOTO

VUOTO, SENZA SOLE, SENZA SILENZIO, SENZA RUMORE.


INEFFICACE, INCONSISTENTE, LEGGERO,


FATUO SENZA FUOCO.


VUOTO SENZA MENTE, PRIVO DI VALORE, INCONFERENTE,


SOTTO VUOTO SPINTO


LATTA, ORO CHE SFUGGE


ARGENTO CHE SCAPPA


IMPENITENTE VERGOGNOSO


SENZA PRESENTE


AMANTE DI UN FUTURO INESISTENTE


NIENTE



 

mercoledì 21 ottobre 2009

BLOGGER

Se sei qui questa notte


sei curioso


custodisci segreti nel tuo pensiero


se vivi immagini e parole


porti nel mondo il tuo desiderio


se guardi


senza essere guardato


ma sai vedere


con occhi che nascono da dentro


sei tu


ti capisco


senza traccia di memoria


senza pretesa


di entrare nella storia

lunedì 12 ottobre 2009

Tempo negli occhi


E' stato un attimo


un balzo nel cuore


lampo negli occhi


respiro senza rumore


E' stato un colpo


qui dentro al petto


brivido calmo


dolore senza paura


Il sogno di un momento


emozione e nostalgia


un tempo infinito


dolce senza memoria


                     o misura



martedì 29 settembre 2009

MISTIFICAZIONE


Non so niente


dei tuoi occhi


sono figli d'un miraggio


acqua


agognata nel deserto


tocco eburneo evanescente


neve


incastonata nell'inverno


coltre soffice


che muore a primavera


Non so niente dei tuoi occhi


e tu dei miei



domenica 27 settembre 2009

DALLA CIMA


Questo paese in ombra


la sera  sui camini


cime intorno


nel fioco bagliore d'una luce breve


il cielo lievemente azzurrato


tra toni di grigio e blu


giù nella valle scura


punteggiata di piccole luci


pochi gnomi di fretta sulle vie


Nel silenzio sconcertante


si sente solo spirare


insinuante


la nostalgia


che rarefatta, inconsistente


sparge fumi artificiosi


in ogni sito


vicino e remoto


penetra lo sguardo


si disperde


incantevole musica di sirena


magico tocco d'una fata

SONNO


Sonno


senza sogni


stende soporifere spire


sui sensi sopiti


saggio


spegne sensazioni


simulacri


sgradevoli sentori


Sonno senza sogni


sapiente


schiude sentieri sereni


senza stupori

RIFLESSI


Sono troppo vaghi e lontani


gli echi


confondono la nostra direzione


aprendo la voragine


di paesaggi sfumati come vento


di queste nature vive


che ci compongono


ma non ci penetrano


suoni e riflessi


e noi


specchi

mercoledì 23 settembre 2009

ARCOBALENO

 


Bella la strada


che da casa mia viene a casa tua


correndo verso il cielo


un pò grigio, un pò tramonto


tortuosa fra i riflessi di luce lontana


umida di respiri


che goccia a goccia


si danno la mano nell'arcobaleno.


Mi piace la strada


che da casa mia viene a casa tua

ETA'

 


 


La foglia invecchia


senza rancore


si raggrinzisce


senza dolore


cade


non fa rumore


inconsapevole della propria esistenza


raggiunge la terra


senza schianto


non lascia nessuno


nemmeno un rimpianto

CASTELLI IN ARIA

 


Una musica arcana si stende soave


dai resti antichi della perduta città


ai cieli alti corre leggera


splende di sole intorno ai muri


gioca sull'erba accanto ai fiori


Seduta sui sassi che furono case


scorro lo sguardo su gente antica


inconsapevole dell'ignoto futuro


di guerre assassine


tempo implacabile


Seduta sui ciotoli che furono vie


ripercorro la musica della memoria


costruita sui ruderi


nei libri di storia


lasciando che il sogno


divenga la vita


e poche rovine


castelli in aria.

giovedì 9 luglio 2009

BAGATELLE



Bisognerebbe


per credersi felici


guardar due volte al giorno


il film di Mary Poppins


danzare per un'ora


il bel  danubio blu


uscire a passeggiare


nella pioggia a primavera


parlare sempre piano


cantare molto forte


col treno andar lontano


MARE

 


Spume spruzzi onde


risacche bianche


vento


odore di sole


verde azzurro


grigio argento blu


rumore tonante


costante


violento, pacifico


all'orizzonte grande


luminoso cupo


plumbeo profondo


turchese smeraldo


perla diamante


allo sguardo disperso


acqua infinita


schiuma evanescente


sulla riva


fra le dita

domenica 28 giugno 2009

Amore fa rima con cuore

 


Se non è amore


è un afflato del cuore


anche senza parole


è sogno, poesia


un gioco che s'insinua nella vita


domenica 21 giugno 2009

AMORE


L'amore non è un  sogno


non è spirito


non è di un giorno


non nasce all'alba


per morire al tramonto


L'amore non ha parole


guarda senza vedere


non si fa riconoscere


sta silenzioso negli anni


nei gesti ,nelle cose


L'amore generoso


aspetta fra quattro mura


l'amore ha paura


L'amore non muore


sfida


è  arrabbiato, tenace


fatuo nel fuoco


vivo nella brace


L'amore is adagia


si scuote si accalora


piange disperato


ride mano nella mano


senza dichiarar ti amo


L'amore aspetta


generoso fra quattro mura


l'amore ha paura

PRIMORDI


Il lume di candela


non illumina i contorni


limita il suo raggio


a poche vicine cose


è intimo, delicato


ha il pregio della speranza


nasconde senza dolore


l'amore in lontananza


si consuma nel tempo


ha il carattere dell'uomo antico


che in spazi limitati


concesse è stesso al buio


senza sentirsi tradito

SOGNO


Solo il frusciare degli alberi al vento


merli affamati posati sul prato


farfalle con fare leggiadro


Solo i riflessi del sole nel giorno


le ombre del mondo


api che danzano in tondo.


Solo i frutti, fiori, profumi


la terra silente


acque di cascate, del fluido torrente


Solo il tuo sguardo


braccia sicure


la purezza delle tue cure


Solo questo appare ai miei occhi


nessun dolore, pena pesante


se questo mirabile istante


                                       se

L'EVIDENZA


L'uomo che rincorreva i suoi sogni


trascorrendo le delusioni


senza l'ombra d'un rimpianto


sulla riva del fiume


guardò sè stesso


affranto


e scorrendo la verità


soffocò l'immagine


nel torbido specchio dell'evidenza


L'uomo che rincorreva i suoi sogni


scorre appagato


i suoi pensieri


senza l'ombra d'un rimpianto


nelle acque d'un fiume


che quieto lo culla


e conforta


col suo canto

mercoledì 17 giugno 2009

SORTE



Perchè sei tremenda


avversa e ria


immutabile


violenta e mia


perchè m'insegui


senza alcun affanno


e mi precedi


d'un passo soltanto


Imprevedibile


nata con me


perchè tu sei


il mio destino


ti darò corpo


pensiero e viso


e come me


 avrai il sorriso

giovedì 11 giugno 2009

Con gli occhi al cielo


I sogni cadono dal cielo


in voli liberi


ondeggianti


si diffondono eterei


nebulosi


così allettanti


si posano in terra


con tocco leggero


esplodono silenti


e spargono semi


promesse di gioia


velando gli occhi


d'immagini grandi

Per amore


Se non fosse che nel cielo


si può ancora vedere il mare


e la goccia arancione del sole


cadere a precipizio


nell'erba al mattino trovare diamanti


e giovani perle scivolate tra gli steli


fra le note scoprire musica


e passi sempre nuovi


da ballare tra le nuvole


se non fosse per i bambini


che hanno occhi grandi


sanno ancora capire un fiore


Tutte figure soffiate


dal vento dei pensieri


un vetraio delicato


...............se non fosse


per l'amore


Nel Bianco dipinto di bianco


Saranno più bianche le nuvole


o i fiori del mio ciliegio


l'abito d'una sposa


le nevi sul ghiacciaio antico


Sarà più bianca la purezza


o la luce d'un'idea


Non amo che si tocchi


la mia testa


quando un'idea purissima


sposata al fiore di ciliegio


brilla come ghiaccio


sullo sfondo di nuvole bianche

UN FATO ANTICO

Il silenzio


libero d'ogni clamore


la pace ch'è nel vento


semplicemente un fiore


la tristezza


quando si tocca con le dita


un fato antico


che non vuole vane parole


distinguono l'essere


più della gioia.

giovedì 28 maggio 2009

Amleto

Reminiscenze antiche


aurighe sfrenate nella memoria


pensieri ritorti


ritorni ricordi


dolori e lontani accordi


storture armonie


d'un passato recente e remoto


che si confonde


in un unico moto


nel dormiveglia


immobile istante prima del sonno


inconscio respiro


prima del sogno affabulatore


che ogni cosa confonde, riporta


per farsi oblio


sfumare leggero


lasciar sopravvivere al giorno


il pensiero

venerdì 22 maggio 2009

LO SGUARDO DAL TRENO

 


 


La malinconia


è dolcissima negli occhi


rapiti dalla sua profonda magia


intatti nel loro bimbo candore


come un cerbiatto che ha paura


un fanciullo alla finestra,


                         che apetta

Amante

 


 


Senti la polvere sotto le scarpe


si alza leggera


torbida e calda


scende in gola col tuo respiro


si attacca ovunque


non vuole volare


perchè fluttuando


libera


non può che cadere

sabato 11 aprile 2009

VITA


Strana questa vita


che ci passa accanto


a volte lenta


a volte d'un fiato


questa vita


che non si lascia penetrare


non ci fa vivere


si fa sfiorare


Come l'amore


ch'è solo un sospiro


impalpabile


e già mortale